La Sentenza

Genova,interrogazione parlamentare del senatore Giarrusso: la cassazione annulla l'assoluzione dell' amico della dirigente Damonte

Uno di questi candidati era Cinzia Damonte, attuale dirigente e responsabile economico del Ministero della Salute, (ufficio Sasn di Roma e fedelissima del direttore generale Raniero Guerra,) ma che all'epoca dei fatti, quando era candidata alle regionali della Liguria, non disdegnava in passato di mettersi sotto braccio proprio con Onofrio Garcea, (fotografata dai carabinieri del Ros fuori ad un noto locale di carignano), ritenuto dalla Procura di Genova, (ed adesso dalla Corte di Cassazione,) uno dei promotori della n'drangheta in Liguria.

La Corte dei Cassazione annulla la sentenza di Appello per assoluzioni per i dieci presunti boss della 'ndrangheta in Liguria e in Basso Piemonte, imputati nel processo d'appello Maglio 3. Gli ermellini, hanno nuovamente rinviato tutto il fascicolo alla Procura di Genova, per rifare il processo. Secondo l'accusa, Garcea e Nucera sarebbero i "promotori" a Genova dell'organizzazione mafiosa, mentre Bruzzaniti, Battista e Multari i "partecipi"; Ciricosta, Pepè e i fratelli Barilaro erano i referenti della locale imperiese e Romeo di quella di La Spezia. In primo grado, il gup Silvia Carpanini aveva assolto tutti e dieci gli imputati, ordinandone l'immediata scarcerazione. Decisione questa, che è stata contestata dalla cassazione che ha invece stabilito che bisogna fare tutto daccapo. Le indagini furono espletate dal P.M Alberto Lari, ed i carabinieri del Ros di Genova, i quali nelle 400 pagine, scoprirono pure come era facile per la n'drangheta calabrese, infiltrarsi nel tessuto economico ligure, ma soprattutto promettere aiuto elettorale a candidati che si mostravano amici di persone che si spacciavano come imprenditori dalla faccia pulita, ma che in realtà nascondevano la loro militanza nella mafia calabrese. Uno di questi candidati era Cinzia Damonte, attuale dirigente e responsabile economico del Ministero della Salute, (ufficio Sasn di Roma e fedelissima del direttore generale Raniero Guerra,) ma che all'epoca dei fatti, quando era candidata alle regionali della Liguria, non disdegnava in passato di mettersi sotto braccio proprio con Onofrio Garcea, (fotografata dai carabinieri del Ros fuori ad un noto locale di carignano), ritenuto dalla Procura di Genova, (ed adesso dalla Corte di Cassazione,) uno dei promotori della n'drangheta in Liguria. L'intreccio tra la Damonte ed il Garcea, fu anche oggetto di una interrogazione a risposta scritta al Senato da parte del senatore Mario Giarrusso, il quale chiese spiegazioni al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, su come mai nelle file della dirigenza di un ministero importante come quello della Salute, ci fossero personaggi che in un certo qual modo avessero avuto a che fare con presunti mafiosi n'dranghetisti. Riposta, che fino adesso non è ancora arrivata. Ma che, il senatore siciliano, promette di fare ulteriore chiarezza per capire il senso di legalità di una vicenda dai contorni sempre più oscuri.

Francesco Celardo

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